Dottor Luigi Porcu Fisioterapista Quartu Sant'Elena

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Disturbi Cervicali: Cause, Sintomi e Trattamento

Il termine cervicalgia viene usato abitualmente in campo medico per indicare un dolore generico a carico del rachide cervicale. E’ una delle patologie più diffuse, colpisce entrambi i sessi e tutte le età e – insieme alla lombosciatalgia – è la causa più frequente di visita dal terapista.

Ma perchè la cervicalgia è così diffusa e frequente tra la popolazione?
La risposta è nell’anatomia e fisiologia del rachide cervicale.
Il rachide cervicale ha una doppia funzione:
• mantenere l’equilibrio della testa per proteggere la verticalizzazione e l’orizzontalità dello sguardo, adattandosi agli spostamenti del resto del corpo;
• permettere i movimenti della testa per dirigere lo vista.
Il primo è un adattamento ascendente, cioè viene dal basso: in pratica il segmento cervicale si adatta alla nostra postura e ai nostri movimenti per permettere allo sguardo di rimanere orizzontale.
Il secondo è un adattamento discendente, cioè arriva dall’alto: il rachide deve consentire alla testa di muoversi in tutte le direzioni per poter seguire i movimenti degli occhi.
La conseguenza di questi adattamenti è che tutti i traumi che interessano sia gli arti inferiori (come, per esempio, una distorsione o una coxartrosi) che i disturbi viscerali, che vanno a modificare la nostra postura, influenzeranno anche il rachide cervicale in un adattamento ascendente. Stessa cosa succede al contrario per un disturbo visivo o dell’articolazione temporo-mandibolare in un adattamento discendente.
Questa doppia fisiologia fa in modo che il rachide cervicale sia la parte più mobile della colonna.

Altra conseguenza di questa fisiologia è che tutti i muscoli cervicali e del cingolo pelvico, essendo muscoli che devono contribuire sia al movimento che al mantenimento dell’equilibrio della testa, sono in attività 24 ore su 24; questa tensione permanente a lungo andare genera delle retrazioni ossia un accorciamento temporaneo del muscolo e/o dei tessuti elastici sollecitati.

Ora che abbiamo chiarito la fisiologia del rachide cervicale, possiamo facilmente capire come traumi, posture errate, movimenti a-fiologici possano determinare una contrazione anomala della muscolatura e quindi un’infiammazione. Non ci deve perciò sorprendere se il rachide, essendo un segmento estremamente mobile, degenera facilmente in artrosi.

Sintomi
I sintomi più comuni del dolore cervicale sono:
Senso di rigidità e dolore nei movimenti, dolore che si può presentare sotto forma di fitta o come un senso di pesantezza costante. Il dolore può essere localizzato in un punto preciso del collo e spesso può irradiarsi verso le spalle o in zona scapolare. In alcuni casi si può manifestare con un leggero fastidio che progressivamente tende ad aumentare, in altri è improvviso e subito acuto senza un apparente motivo.
Mal di testa o cefalee: la tensione muscolare, per una continuità fasciale, può irritare nervi craniali causando il mal di testa. Spesso il mal di testa è associato ad un disturbo dell’articolazione Temporo-mandibolare che deve essere sempre controllata in questi casi.
Nausea e vertigini.
Dolore irradiato all’arto superiore frequentemente associato anche a formicolio nell’afferrare oggetti o nel mantenere l’arto in determinate posizioni per lungo tempo; spesso è dovuto ad una contrattura o ad una tensione fasciale che disturba il plesso cervicale durante il suo decorso.
Dolore e crepitii alla rotazione che nella maggior parte dei casi sono il preludio di un’artrosi.

Trattamento
Dopo avere indagato tramite indagini strumentali che non ci siano altre patologie più gravi, si può iniziare un ciclo di trattamenti e rieducazione col fisioterapista. Nella maggior parte dei casi un indagine strumentale dà esiti negativi in quanto le strutture coinvolte nella disfunzione appaiono normali ad un Rx o ad una Risonanza Magnetica, per cui è importante fare sempre una valutazione fisioterapica.
Il trattamento consiste per prima cosa nell’individuare la causa del problema – che può essere anche distante dalla zona del dolore – e successivamente mettere in equilibrio le strutture in disfunzione con tecniche che mirano a decontrarre la muscolatura coinvolta e detendere le fasce connettivali che avvolgono i vari tessuti (muscoli, tendini articolazioni, nervi e vasi).

La durata dei trattamenti è sempre soggettiva e dipende da tanti fattori:
età del paziente: più il paziente è giovane, più velocemente i tessuti avranno una reazione al trattamento;
anzianità della lesione: reagirà più velocemente una lesione precoce piuttosto che un problema presente da anni, che può portare a compensi e calcificazioni difficili da destrutturare;
presenza di patologie concomitanti: disturbi come diabete, reflusso gastro-esofageo o altri problematiche viscerali o sistemiche influenzeranno il dolore cervicale e renderanno più lungo il percorso riabilitativo;
lavoro: lavori usuranti e che richiedono sforzi fisici comprometteranno il recupero soprattutto se il dolore cervicale ha un’insorgenza traumatica, invece lavori statici (come, ad esempio, videoterminalista) sono spesso causa dell’insorgenza di retrazioni muscolari e conseguente dolore cervicale. In questi casi, oltre al trattamento fisioterapico, occorrerà sempre associare una corretta igiene posturale.